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NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
E COSTA DI MARATEA
Proposta escursionistica nel Parco Nazionale del Pollino della Guida ufficiale del Parco Giuseppe Cosenza
Le escursioni descritte richiedono un grado di preparazione medio-alto dei partecipanti e un equipaggiamento minimo che comprenda scarponi da trekking, giacca impermeabile, zaino e borraccia, abiti da montagna (maglioni, pantaloni lunghi) che garantiscano una difesa dalle escursioni termiche giorno/notte e al variare delle condizioni climatiche e ambientali.
Alcuni itinerari possono essere riadattati ad escursionisti meno allenati.
Periodo consigliato da Aprile ad Ottobre, per le escursioni oltre i 1200 m slm.
Tutti gli itinerari sono stati studiati e curati da Giuseppe Cosenza.
ITINERARI TREKKING
1.IMMERSI NELLE FAGGETE DELLA COPPOLA DI PAOLA
2.LA SERRA DELLE CIAVOLE: IL CIMITERO DEI PINI LORICATI
3.LA SERRA DI CRISPO: IL GIARDINO DEGLI DEI
4.LA VIA DELLA ROCCA
5.LA SERRA DELLE PIETRE
6.PERIPLO DI PIANO RUGGIO
7.I PATRIARCHI DEL POLLINO
8.DOLCEDORME: IL TETTO DEL MEZZOGGIORNO
9.LE VIE DEI BOSCAIOLI
10.LA FALCONARA
11.SUL FONDO DELLA TETIDE
12.GOLE DEL LAO: UN VIAGGIO NEL TEMPO 1
13.LAINO: UN VIAGGIO NEL TEMPO 2
14.A “VOLO D’UCCELLO” SULLA VALLE DEL MERCURE
15.PINO LORICATO “ALLA SPINA”
16.FIUME PESCHIERA
17.ORRIDO DEL RAGANELLO: DISCESA AL PONTE DEL DIAVOLO
DESCRIZIONE
1.IMMERSI NELLE FAGGETE DELLA COPPOLA DI PAOLA
Piano Pedarreto (m 1350) Þ Timpa dell’Orso Þ Cozzo Ferriero (m 1805) Þ Coppola di Paola (m 1919) Þ Colle del Dragone (m 1606) Þ Sorgente della Caballa (m 1540) Þ Piano Ruggio (m 1535) Þ Piano Pedarreto (m 1350)
Partendo dal Rifugio De Gasperi si cammina sempre coperti dalla faggeta. Si attraversa inizialmente un’area ricca di doline, dove spesso si nascondono rapaci notturni.
La faggeta presenta pochi, ma interessanti esemplari di agrifoglio, tasso, abete bianco: si tratta di relitti di una presenza in passato più consistente.
La Timpa dell’Orso è una balza rocciosa proiettata sulla Valle del Mercure, antico bacino lacustre.
Salendo verso la vetta del Cozzo Ferriero si incontrano esemplari maestosi di faggio. In particolare nei pressi della vetta si estende una faggeta non toccata dai tagli effettuati negli anni ’50, apparentemente coetanea e probabilmente primigenia. Potrebbe trattarsi di una colonizzazione recente avvenuta in seguito ad una perturbazione dell’area o dal riscaldamento del clima.
Dalle cime del Cozzo Ferriero e della Coppola di Paola si gode un panorama a 360° sui versanti calabrese e lucano, con vista fino allo Ionio dell’intero allineamento delle cime più elevate del Parco.
Si scende a Colle del Dragone e si raggiunge la piccola e fresca sorgente della Caballa prima di raggiungere Piano Ruggio.
Dislivello: 569 m
Tempo di percorrenza 5
Km 9
ESCURSIONE IMPEGNATIVA - EE
2.LA SERRA DELLE CIAVOLE: IL CIMITERO DEI PINI LORICATI
Colle dell’Impiso (m 1573) Þ Piani di Vacquarro (m 1525) Þ Piani di Toscano (m 1800) Þ Fontana degli Scifi (m 1850)Þ Serra delle Ciavole sud (m 2127) Þ S. d. Ciavole Nord (m 2130) Þ Sorgente alta del Frido (m 1965) Þ Balconata del Pollino Þ Piani di Toscano (m 1800) Þ Piani di Vacquarro (m 1525) Þ Colle dell’Impiso (m 1573)
Sulla Serra delle Ciavole vive il maggior numero di esemplari di grandi dimensioni di questo albero. Con le loro forme contorte acquisite nei millenni sfidando gli elementi naturali ognuno di loro rappresenta un vero monumento naturale. Splendido il panorama verso oriente e sui Piani di Pollino.
Lungo il sentiero si incontrano rocce inglobanti le “rudiste”, resti fossili di molluschi oggi estinti. Nella faggeta sono visibili ad un occhio attento alcuni esemplari di Abete bianco: sopra Piano Vacquarro, un esemplare lungo circa 40 m, purtroppo schiantatosi al suolo qualche decennio fa.
Si raggiunge la quota 2000 m s.l.m. attraversando interessanti foreste di faggio, le praterie secondarie dei piani di Pollino con i laghetti sul flysh eocenico abitati da ululoni e salamandre. Habitat ideale del gheppio, lepre, coturnice. Interessante un abete bianco “bonsai” fuori areale a quota 2000 m ed alcuni “faggi serpente”.
Dislivello: 653
Tempo di percorrenza 6
Km 13
ESCURSIONE MEDIA - E
3.LA SERRA DI CRISPO: IL GIARDINO DEGLI DEI
Località Lago Duglia (m. 1.375) Þ Lago Fondo (m.1508) Þ Pietra Castello (m. 1671) Þ Grande Porta del Pollino (m 1957) Þ Serretta della Porticella (m 2000) Þ Serra di Crispo Þ (m. 2053) Þ Piano Jannace (m 1650) Þ Santuario della Madonna di Pollino (m 1537) Þ Fosso Jannace (m 1250)
Consente di attraversare una delle aree più ricche di specie forestali del Parco (abete bianco, pino loricato, faggio, pioppo tremolo, sorbi, pero e melo selvatico e diverse specie di aceri). Ambiente preferenziale del picchio nero, picchio verde, e numerose altre specie di uccelli, lupo e cinghiale. Parte del sentiero ripercorre il tracciato della Rueping, una ferrovia Decauville, realizzata all’inizio del secolo per il trasporto del legname.
Sulla vetta della Serra di Crispo vivono millenari Pini Loricati e si gode un paesaggio avvolto da un’atmosfera magica: il “Giardino degli Dei”.
Al ritorno si scende al Santuario della Madonna di Pollino lungo uno dei sentieri utilizzati dai pellegrini. Breve visita al Santuario.
Dislivello: 678 in salita, 803 m in discesa
Tempo di percorrenza 6,5 ore
Km 12
ESCURSIONE MEDIA - E
4. LA VIA DELLA ROCCA
Colle dell’Impiso (m 1573) Þ Vacquarro (m 1475) Þ Cresta del Conocchiello (m 1650) Þ Piano Jannace (m 1646) Þ i “Monumenti” Þ Bosco di Cugno dell’Acero Þ Rueping Þ Pietra Castello (m 1671) Þ Lago Fondo (m.1508) Þ Lago Duglia (m. 1.375)
Escursione di “trasferimento”: consente di spostarsi dal versante ovest a quello nord del Parco.
Si attraversa parte dell’interessante faggeta-abetina, ricca di vetusti esemplari di abete bianco. Ambiente preferenziale del picchio nero, picchio verde ed altri picidi minori. Fino a piano jannace il sentiero viene percorso dai Rotondesi per il “furto” dell’albero in occasione della festa di Sant’Antonio.
I "Monumenti" sono formazione rocciose naturali che ricordano vagamente un monumento megalitico. Nei pressi di Pietra Castello la foresta si arricchisce di specie botaniche quali il pioppo tremolo, il pino loricato, il sorbo degli uccellatori, il sorbo montano, prunus spp., e pyrus.
Parte del sentiero ripercorre il tracciato della Rueping, una ferrovia Decauville, realizzata all’inizio del secolo per il trasporto del legname.
Lago Fondo è un piccolo laghetto che riunisce caratteristiche carsiche e glaciali, abitato da numerosi anfibi.
Dislivello: 200 m in salita 398 in discesa
Tempo di percorrenza 5 ore
Km
ESCURSIONE FACILE - E
5.LA SERRA DELLE PIETRE
Rifugio De Gasperi Piano Ruggio (m 1535) Þ Belvedere di Ruggio (1550) Þ Serra del Prete (m 2180) Þ Ritorno per la stessa via
Partendo da Piano Ruggio si raggiunge il Belvedere, un terrazzo panoramico utilizzato in passato come stazione della teleferica per il trasporto del legname. Dal terrazzo è possibile vedere la piana di Castrovillari, il Mar Ionio e i costoni rocciosi della Serra del Prete dove sono localizzati alcuni Pini Loricati. Sui costoni non è difficile scorgere scoiattoli meridionali (dal colore nero) che si arrampicano sui pini e sulle rocce e grossi rapaci che volteggiano sulle calde correnti ascensionali. Sui prati e tra i faggi volano colombacci e falchi pecchiaioli.
Sulla cima della Serra del Prete numerose specie di uccelli di piccole dimensioni (allodole, saltimpali, tordi, quaglie, ecc.), qualche Lepre e il Corvo Imperiale. Dalla cima si gode un panorama grandioso sui Piani di Pollino e sulle altre cime che superano i 2000 m fornendo una veduta d’insieme del cuore del Parco.
Dislivello: 645 m
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 8
ESCURSIONE FACILE - E
6.PERIPLO DI PIANO RUGGIO
Rifugio De Gasperi Piano Ruggio (m 1535) Þ Colle del Dragone (m 1606) Þ Sorgente della Cavalla (m 1540) Þ Sorgente di Ruggio (1572 m) Þ Vallone di Malevento Þ Belvedere di Ruggio (1575) Þ Piano Ruggio (1512 m)Þ Rifugio De Gasperi (m 1535)
Partendo dal Rifugio de Gasperi si compie il periplo del Piano di Ruggio attraversando faggete, aree con evidenti fenomeni carsici, praterie con abbondanti fioriture in primavera.
Di notevole interesse in autunno per il contrasto di colori tra i boschi di faggio e i Pini Loricati.
Adatto anche d’inverno per una facile escursione in racchette da neve.
Dislivello 129 m
Tempo di percorrenza 3 ore
Km 7
ESCURSIONE ADATTA A TUTTI - T
7.I PATRIARCHI DEL POLLINO
Colle Impiso (m 1573) Þ Piani di Vacquarro (m 1525) Þ Piano Gaudolino (m 1684) Þ Dolina del Pollino (m 1975) Þ Monte Pollino (m 2248) Þ Patriarchi Þ Bosco Pollinello (m 1820) Þ Piano Gaudolino (m 1684) Þ Colle Impiso (m 1573)
Si raggiunge la cima del Monte Pollino, la seconda in ordine di altezza. Si attraversa una faggeta distrutta da una valanga nel 1993.
Panorama aereo sui costoni rocciosi abitati dai Pini Loricati.
Area frequentata dall’Aquila e dal Falco pellegrino.
Consente di raggiungere in località Pollinello gli esemplari più vecchi di pino loricato (tra i quali il patriarca, 930 anni). Si attraversa una zona che presenta una notevole rinnovazione di Pini Loricati.
Si può abbassare la difficoltà di questo percorso evitando l’ascensione alla vetta e/o percorrendolo all’inverso.
Dislivello: 771 m
Tempo di percorrenza 6,5 ore
Km 14
ESCURSIONE MEDIA – E
8.DOLCEDORME: IL TETTO DEL MEZZOGGIORNO
Colle Impiso (m 1573) Þ Piani di Vacquarro (m 1525) Þ Piano di Toscano (m 1800) Þ Piano di Pollino (m 1803) Þ Sella Dolcedorme (m 1970) Þ Serra Dolcedorme (m 2266) Þ Passo delle Ciavole (m 1872) Þ Piano di Pollino (m 1803) Þ Piano di Toscano (m 1800) Þ Colle Impiso (m 1573)
Si raggiunge la Serra Dolcedorme, la vetta più alta del Massiccio del Pollino. Si attraversano i Piani di Pollino con le morene glaciali “fossili” da Ovest a Est. Si sale alla Serra Dolcedorme dal versante Ovest. Panorama mozzafiato verso lo Ionio e il versante orientale del Parco. Si incontrano gli “Alberi Serpenti”, faggi dalle forme eccezionalmente contorte.
Sulla Serra Dolcedorme c’è una abbondante rinnovazione di Pino loricato. Nei pressi della vetta qualche esemplare cresce a quota 2260 slm: unico caso nell’appennino il Pino Loricato riesce a vegetare oltre il limite altitudinale del bosco. I fianchi rocciosi che degradano a sud per un dislivello di oltre 1500 sono coperti da estesissime distese di pino loricato. L’Aquila reale, il Falco Pellegrino e il corvo Imperiale sono di casa.
Il Dolcedorme offre ai visitatori la sensazione di essere al confine tra due atmosfere: le nubi quando spirano forte i venti tornano indietro proprio sul crinale, le temperature scendono improvvisamente al minimo oscurarsi del Sole e la cima come una stretta torre mantiene l’escursionista sospeso nel vuoto.
Dislivello: 789 m
Tempo di percorrenza 6 ore soste escluse
Km 15
ESCURSIONE DIFFICILE - EE
9.LE VIE DEI BOSCAIOLI
Sorgente Jannace Serra (m 800) Þ Piano Lordicheto (m 1175)Þ Piano Marolo (m 1425) Þ Sorgente di Jermite (m 1300) Þ Fosso Sambucoso Þ Zircoli (m 839)Þ Sorgente Jannace Serra (m 800)
L’escursione parte da un vecchio Mulino ad acqua abbandonato. Si percorrono mulattiere utilizzate in passato per il trasporto del legname oltre che dai pastori. Alcune sono state originate dallo strisciamento dei tronchi abbattuti e dalle linee teleferiche. Si incontrano vecchi terrazzamenti utilizzati in passato per la coltivazione di culture adatte a questa altitudine (segale, patate e farro).
Escursione che attraversa faggete e praterie in un’area oggi poco frequentata dall’uomo (compreso i turisti).
Possibile l’incontro con pastori.
Dislivello 625 m
Tempo di percorrenza 6 ore
Km 11
ESCURSIONE MEDIA - E
10.LA FALCONARA
Lago Duglia (m. 1375) Þ Piano Cardone (m. 1575) Þ Piano della Jumenta Þ Toppo Vuturo (m. 1625) Þ Colle Falconara (m. 1475) Þ Falconara (m. 1656) Þ Colle Falconara (m. 1475) Þ Casino Guaragna (m. 1500) Þ Rifugio Segheria (m. 1372)
Partendo da Lago Duglia si entra immediatamente nel bosco di faggio ricco in questa zona di secolari Abeti Bianchi. Arrivati a Piano Cardone si apre un ampio panorama sullo Jonio e sui rilievi orientali (Timpa Falconara e San Lorenzo, M. Sellaro e sull’alta Valle del Raganello). Si continua a camminare su verdi e ventilati prati fino a Toppo Vuturo. Da qui si raggiunge la T. Falconara che presenta una parete rocciosa di circa 300 m sulla quale si vedono nettamente i segni dell’attività tettonica. Le rocce si popolano di rapaci di diverse specie in primavera e autunno e sono frequentate anche dal Capovaccaio e l’Aquila Reale. Si raggiunge la vetta della Falconara da dove si gode un panorama superbo fino all’estrema punta della Puglia. Poco lontano si può vedere l’imponente Timpa di San Lorenzo. Il paesaggio evoca atmosfere africane. Al ritorno si percorre dolcemente uno sterrato circondato da numerosi Susini selvatici ricchi di fiori in primavera e di dolci frutti a fine estate.
Dislivello: 456 in salita, 459 in discesa
Tempo di percorrenza 6 ore
Km 8
ESCURSIONE MEDIA - E
11.SUL FONDO DELLA TETIDE
Casa del Conte (m. 1100) Þ Timpa delle Murge (m. 1441) Þ Sorgente Catusa (m. 1280) Þ Timpa di Pietrasasso (m.1350) Þ Monte Tumbarino (m. 1249) Þ Rifugio Acquafredda (m. 1070)
Itinerario di notevole interesse geologico. Attraversa un paesaggio molto singolare costituito da rocce di origine lavica a forma di cuscino (pillows lava). La Timpa di Pietrasasso si eleva a punta come un monolite su una vegetazione a steppe punteggiata da secolari agrifogli. Questo sperone roccioso viene utilizzato probabilmente dai rapaci come punto di riferimento durante le migrazioni: sulle ampie praterie che circondano questo paesaggio è molto facile compiere avvistamento di rapaci.
La sorgente Catusa è una delle sorgenti d’acqua più ricche e belle del Pollino.
Dislivello: 441
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 8,5
ESCURSIONE FACILE - E
12.GOLE DEL LAO: UN VIAGGIO NEL TEMPO 1
Laino Castello Madonna degli Scolari (m 534)Þ Laino Castello Centro storico abbandonato (m 474) Þ Ponte Filannino (m 194) Þ Ponte Campicello (m 200) Þ Grotta del Romito (m 275)
Si attraversa un tipico bosco mediterraneo per un sentiero che conduce al centro storico di Laino Castello, antico Castaldato Longobardo, abbandonato nel 1982 da tutti i suoi abitanti.
Da qui si segue un percorso che lungo il lato sinistro della Valle del Lao attraversa aree semiabbandonate dall’attività agricola, con vecchi terrazzamenti, ruderi di abitazioni rurali, fantastici letti di ciclamini, fino ad attraversare il fiume Lao con un ponte in legno. Da qui, lungo il lato destro della Valle del Lao, si raggiunge Campicello, dove attraversando un futurista ponte in legno si raggiunge la Grotta del Romito, interessantissimo sito archeologico.
La vegetazione è dominata dalle querce caducifoglie ma è ricca di specie della macchia mediterranea: origano, menta, vitalba, edera, pungitopo, asparago.
Possibilità di pranzare al ristorante (cucina casereccia del Pollino) presso la Grotta del Romito (extra)
Visita alla Grotta del Romito (con biglietto di ingresso).
Dislivello 260
Tempo di percorrenza 3,5 ore
Km 9
ESCURSIONE ADATTA A TUTTI - E
13.LAINO: UN VIAGGIO NEL TEMPO 2
Stazione FCL San Primo Þ Laino Borgo (m 280) Þ Gole del Lao (m 270) Þ Laino Borgo (m 280) Þ Santuario delle Cappelle (425 m)
Si parte dalla vecchia stazione delle Ferrovie Calabro Lucane, ormai in disuso. Si percorre un tratto della massicciata ferroviaria attraversando l’affascinante ponte a cinque arcate che in salita supera il fiume Lao e il Battendiero poco prima della loro confluenza.
Poco dopo si abbandona la massicciata e si prosegue per una stradina che percorre le campagne lunghe le sponde del fiume Lao in direzione di Laino Castello. Il paesaggio conserva un aspetto arcaico con piccoli campi coltivati a ortaggi e cereali permeati da complessi sistemi di adduzione e di drenaggio delle abbondanti risorgive d’acqua naturali.
Dopo aver raggiunto la fontana sottostante il centro di Laino Castello, si attraversa il “ponte di ferro” e costeggiando il fiume Lao si raggiunge la bocca delle gole del Lao sotto la località Capo a mare.
Al ritorno sullo stesso sentiero si visita la cittadina di Laino Borgo e le sue chiese che delicatamente ricordano un passato greco-bizantino.
Visitato il paese seguendo il corso del fiume Jannello si percorre per lungo tratto il vecchio “acquaro” che attraversa le campagne di Laino B., punteggiata di vecchi terrazzamenti agricoli, case rurali abbandonate, di cui una conserva l’agreste affresco di San Foca.
Arrivo al Santuario della Madonna dello Spasimo o delle Cappelle edificate nel XV sec. da un fedele che ha voluto rappresentare i luoghi della Terra Santa.
La vegetazione è dominata dalle querce caducifoglie ma è ricca di specie della macchia mediterranea: origano, menta, vitalba, edera, pungitopo, asparago.
Da Laino Borgo è possibile vedere il centro storico di Laino Castello, antico Castaldato Longobardo, abbandonato nel 1982 da tutti i suoi abitanti
Dislivello 200 m in salita m 48 in discesa
Tempo di percorrenza 3,5 ore
Km 9
ESCURSIONE ADATTA A TUTTI - T
In preparazione
14.A “VOLO D’UCCELLO” SULLA VALLE DEL MERCURE
Piano Pedarretto (m1327) Þ Serra di Mauro (m1579) Þ Viggianello (m 549)
Itinerario aereo sulla lunga cresta rocciosa della Serra di Mauro, con ampio panorama sulla Valle del Mercure-Lao. Si parte dai boschi di Piano Pedarretto e si attraversano le ampie praterie della Serra di Mauro, fino a raggiungere le campagne e il centro abitato di Viggianello
Dislivello circa 1030
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 8
ESCURSIONE MEDIA-DIFFICILE - EE
15.PINO LORICATO “ALLA SPINA”
Santuario Della Madonna Del Soccorso (1103 m) Þ Conca Scotella (1329 m) Þ Monte Capillo (1399 m) Þ Monte La Spina (1642 m)
Bellissima e aerea escursione verso una delle vette più belle del Parco. Il Monte la Spina rappresenta anche l’estremità nord occidentale dell’areale del Pino Loricato. Proprio qui presenta una eccezionale capacità di rinnovazione. E’ un escursione paesaggisticamente molto articolata: si attraversano calanchi, foreste fitte di faggio, veri e propri boschi di Pino Loricato, si affrontano balze rocciose, ci si apre la via tra giovani esemplari di Pino Loricato, che sembrano crescere dappertutto, e si raggiunge una vetta aguzza: La Spina appunto.
Il panorama spazia fino alle coste del Tirreno offrendo una visione superba dell’intero versante Occidentale del Parco, dalla più meridionale Montea fino al più settentrionale Monte Alpi, scendendo a mozzafiato verso le Valli del Sinni e del Lao.
Dislivello 500
Tempo di percorrenza 5 ore
Km 10
ESCURSIONE IMPEGNATIVA - EE
16.FIUME PESCHIERA
Taverna Magnano (640 m)) Þ risalita del corso del Torrente Peschiera Þ recinto del cervo ÞFonte della Principessa Þ Taverna Magnano (640 m)
Si cammina attraversando uno dei boschi più estesi e vari dell’intera Basilicata: cerri, roverelle, faggi dominano svettando incontrastati. Le acque del fiume Peschiera ospitano numero specie animali rare e importanti: il più importante di tutti la Lontra
Dislivello 259
Tempo di percorrenza 4 ore
Km 8
ESCURSIONE FACILE - E
17.ORRIDO DEL RAGANELLO: DISCESA AL PONTE DEL DIAVOLO Escurione disponibile con diverse varianti. Si percorre panoramicamente la la Gola del Raganello fino al Ponte del Diavolo e si raggiunge il centro storico di Civita, comunità Arbereshe.
tempo percorrenza, dislivello e difficoltà variabili
In preparazione
COSTA DI MARATEA
1.IL REDENTORE: IL MARE DALL’ALTO
2.LA SECCA: PASSEGGIARE SUL MARE
3.VOLANDO SU TRECCHINA
1.IL REDENTORE: IL MARE DALL’ALTO
Maratea Convento dei Cappuccini (300 m.) Þ Madonna delle Grazie Þ Madonna degli Ulivi Þ Vecchio centro storico abbandonato di Maratea Þ Basilica di San Biagio ÞRedentore ÞSanta Caterina ÞSan Vito Þ Maratea (300 m)
Si parte dal Convento dei cappuccini vicino al centro storico e si percorre un sentiero in salita coperto da macchia mediterranea incontrando le Chiese di Madonna delle Grazie e Madonna degli Ulivi.
Dopo aver attraversato l’antico abitato di Maratea abbandonato con i resti del Castello, si visita la Basilica di San Biagio e dalla Statua del Redentore si gode un ampio panorama sulla Costa e sul Porto e l’interno di Maratea.
Al ritorno il percorso alternativo prevede l’attraversamento del centro storico di Maratea tra le viuzze con la possibilità di visitare le chiese più importanti e di fare shopping.
Dislivello 323 m
Tempo di percorrenza 2,5 ore
Km 4,5
ESCURSIONE FACILE - E
2.LA SECCA: PASSEGGIARE SUL MARE
Punto panoramico Baia Caina Þ La Secca Þ Spiaggia della Grolla Þ foce del fiume Noce
Si parte da un punto panoramico sulla Baia Caina, proprio di fronte alla Torre Saracena omonima e si scende alla costa attraversando una macchia di vegetazione costiera: leccio, ginepri, lentisco, olivo, mirto, agave e carrubo.
Una volta raggiunta la costa si prosegue costeggiando il mare attraversando spazi pianeggianti coperti da vegetazione mediterranea.
Alla Secca si può raggiunge una piccola isola legata alla costa da una sottile striscia di roccia. Il mare in questo punto è ricco di risorgive di acqua dolce, di pesci ed altri animali.
Se le condizione del tempo lo permettono si può fare il bagno e seawatching.
Dislivello 50 m
Tempo di percorrenza 1 ora
Km 2
ESCURSIONE ADATTA A TUTTI - T
3.VOLANDO SU TRECCHINA
Trecchina Þ Cappella della Forraina Þ Santuario Della Madonna Del Soccorso Þ Serra Pollino
Si parte dalla piazza centrale di Trecchina, e dopo aver osservato il campanile pendente della chiesa, si parte seguendo la via, circondata da case in stile “Liberty”, che porta alla bella cappella della Forraina. Da qui si prosegue per la via che i pellegrini ogni anno percorrono portano la statua della Madonna al Santuario. Raggiunto il santuario, percorrendo le belle e panoramiche creste che dividono la Valle del Noce dal Mar Tirreno, una bella sosta ristorativi ci consente di contemplare il maestoso paesaggio fino al Monte Sirino, il Monte Alpi, le vette del Pollino e il Golfo di Policastro.
Si riscende sulla stessa via, raggiungendo il Centro Storico Medioevale con il caratteristico Castello
Dislivello
Tempo di percorrenza
Km
Escursione facile -E
Informazioni telefoniche
0973.669290
347.2631462
Ore ufficio dalle 14 alle 20
Gruppi superiori
Escursione guidata in alta montagna giornata intera € 150
Gruppi scuola o tour turistici € 100
Riduzioni non sono applicate nei mesi di Aprile e Maggio
La tariffa non comprende il prezzo di eventuali trasporti in auto, autobus, fuoristrada, cavallo, asino o altro mezzo diverso dalle proprie gambe, che restano a carico del cliente. Se necessario possono essere organizzate visite a bordo dei mezzi di trasporto summenzionati.