
Itinerario ciclistico
Itinerario ciclistico
La nostra lunga pedalata ci ha portato da una costa all’altra (e ritorno), permettendoci di percorrere in sette giorni un itinerario dallo sviluppo complessivo di circa 400 km (di cui il 20-25% su sentieri e sterrati), con ben 10.000 metri di dislivello.
Tappe
1 Scalea - S.ta Domenica Talao – Papasidero – Grotta del Romito – Mormanno – Rotonda
2 Rotonda – Cappella del Carmine – Rifugio De Gasperi – Colle dell’Impiso – Colle Gaudolino – escursione al Monte Pollino – Rif. De Gasperi
3 Rif. De Gasperi – Colle dell’Impiso – Piana del Pollino – escursione Monte Serra Dolcedorme - Grande Porta del Pollino – Piano di Iannace – Casa del Conte
4 Casa del Conte – Rifugio Segheria – sentiero sotto La Falconara – Santuario S.Anna – Serra Scorsilio – San Lorenzo Bellizzi – Santuario S.Maria delle Armi
5 Santuario S.M. delle Armi – S.Lorenzo Bellizzi – gole alte del fiume Raganello – S.Lorenzo Bellizzi - Santuario S.M. delle Armi - Terme Grotta delle Ninfe – Piana di Cerchiara
6 Piana di Cerchiara – Villapiana scalo – Civita – Morano Calabro
7 Morano Calabro – Valico Campotenese – Orsomarso – Riserva naturale fiume Argentino - Scalea
Tappa 1
Scalea - S.ta Domenica Talao – Papasidero – Grotta del Romito – Mormanno – Rotonda
70km / dislivello 1750m / 100% asfalto
Tappa stradale piuttosto impegnativa: lasciamo lo ionio per iniziare a risalire i rilievi montuosi con meta Rotonda, paese molto vivo, ricco di tradizioni e di spunti interessanti. Sugli scudi, l’accoglienza in agriturismo e l’eccezionale cena. Seguendo il nostro programma, lasciamo la costa ionica il mattino del primo giorno di pedalata, per risalire la valle del fiume Lao (ottimo per praticare canoa e rafting) ed a Papasideri deviamo per andare a visitare la famosa “Grotta del Romito”. Quando giungiamo all’Agriturismo Asklepios, prescelto per trascorrere la notte, non sono ancora le cinque del pomeriggio. Ottima accoglienza da parte del già citato Peppe e lunga chiacchierata per definire i molti dettagli, nonché i punti oscuri del nostro itinerario. Sul fare della sera, siamo nella piazza di Rotonda seduti a bere un aperitivo: a poco a poco, la piazza lunga si e no 50 metri, si riempie di persone di ogni età e sesso che, conversando fittamente, va in avanti ed indietro senza alcuna fretta. Osserviamo e commentiamo lo “struscio” che ci incuriosisce al punto di chiedere informazioni ad un gruppo di ragazze sulla ventina d’anni che da circa mezz’ora stanno facendo le “vasche”, mantenendo rigidamente sempre la stessa formazione ... La cena al Ristorante “da Peppe” è un trionfo di aromi, colori e portate che deliziano tutti sotto tutti i punti di vista: una piacevolissima ed inattesa sorpresa ci e’ data dalla melanzana rossa di Rotonda, che tutti incontriamo per la prima volta ed assaporiamo con gusto.
Tappa 2
Rotonda – Cappella del Carmine – Rifugio De Gasperi – Colle dell’Impiso – Colle Gaudolino – escursione al Monte Pollino – Rifugio De Gasperi
41km / dislivello 2060m / 25% sterrato
Tappa breve fino al rifugio. L’escursione, bici+trekking, sul Pollino permette di vedere i primi fantastici pini loricati. Il mattino dopo, la tranquilla salita verso il Rifugio De Gasperi su strada asfaltata, ci permette di godere un bel panorama sul sottostante Piano Campotenese che separa il massiccio dei monti del Pollino con quello dei monti di Orsomarso più a sud. Brevi escursioni permetterebbero di vedere ad est e ad ovest la costa ionica e tirrenica, anche contemporaneamente. Quando giungiamo al rifugio (nostra tappa per la notte), e’ da poco trascorso mezzogiorno e la giornata, pur non essendo limpida, e’ bella con sole caldo: ad alcuni balena l’idea di fare un’escursione sul vicino Pollino. Facciamo conoscenza col simpatico gestore di nome Carmelo, chiediamo qualche delucidazione sul percorso da fare, lasciamo i nostri zaini nelle camere e ripartiamo in bici (scarichi) verso il Colle dell’Impiso. Bel tratto in mezzo al bosco, fino ad arrivare alla sbarra da cui si diparte il sentiero pedalabile che porta al Colle Gaudolino: la piana, terreno di pascolo per numerose mucche e cavalli, e’ costellata da fitte macchie di cardi selvatici. Tappa obbligatoria da fare é la Sorgente Spezzavummola, chiamata così perché é talmente fredda da spaccare i contenitori in coccio. Lasciate le bici all’alpeggio del colle, saliamo a piedi gli ultimi 600m di dislivello che ci separano dalla cima del monte che da’ il nome a tutta l’area ed al parco. Durante l’ora e mezza di salita vediamo e tocchiamo i primi spettacolari pini loricati e ci rendiamo conto dell’inconsistenza del sentiero tracciato non proprio impeccabilmente: nell’ultima parte le frecce addirittura condurrebbero su una cima che non e’ quella del Pollino, bensí quella del “Palino” da noi così simpaticamente battezzato perché in vetta c’e’ un cumulo di pietre che sostiene un palo. La cima del monte Pollino è in realtà contraddistinta da un blocco in cemento, ove spicca una targa del punto IGM 2248m. Rientriamo al rifugio in tempo per fare una salutare doccia e sederci ai tavoli per la meritata cena.
Tappa 3
Rifugio De Gasperi – Colle dell’Impiso – Piana del Pollino – escursione al Monte Serra Dolcedorme - Grande Porta del Pollino – Piano di Iannace – Casa del Conte
30km / dislivello 1250m / 50% sterrato
Dal colle dell’Impiso siamo soli in mezzo alla natura: bellissima tappa per sentieri e nei boschi. Salita a piedi sul Dolcedorme, prima di varcare in bici l’incantevole Porta del Pollino. A sera, meritato riposo nella tranquillità dell’agriturismo di Casa del Conte. La mattina presto del terzo giorno una lunga processione di mucche, vitelli e cavalli scorre pacatamente attraverso le finestre: beve due sorsi alla fonte poco distante dal nostro rifugio e risale il pendio senza fretta, prima di arrivare ai pascoli più alti e gustosi. Colazione e manu-tenzione delle bi-ci, prima di salu-tare Carmelo e ri-fare il Colle dell’Impiso con la ripida sterrata, ieri affrontata senza carico. Il sentiero che attraversa il Bosco di Chiaromonte per condurre alla Piana del Pollino, è molto pendente, ma interamente peda-labile. Puntiamo verso le pendici della Serra Dolcedorme. Decine e decine di mucche e cavalli stanno beatamente pascolando: la nostra presenza non li disturba affatto e continuano lentamente a vorticare le mandibole. Lasciamo le bici all’inizio del tratto nel bosco e saliamo a piedi verso la sella che collega le due cime più alte dell’intera zona (Pollino 2248m e Dolcedorme 2267m). Nel tempo di due ore e mezzo di facile escur-sione, saliamo in vetta al Dolcedorme. Risaliti nuo-vamente sulle nostre bici, puntiamo verso la Grande Porta del Pollino. Malgrado il suo nome, la Piana del Pollino ha diversi tratti per nulla pedalabili a causa dell’elevata pendenza, ma il contesto in cui ci si trova e’ semplicemente affascinante: siamo a poca distanza dalla “porta” con i pini loricati della Serra delle Ciavole che insieme a quelli della Serra di Crispo sono disposti ad anfiteatro a protezione dei pascoli della piana. E’ qui che è presente il maggior numero di esemplari di grandi dimensioni di questo albero che, con le sue forme contorte, sfida gli elementi naturali per centinaia e centinaia di anni. Scorgiamo anche una fresca sorgente, ove riempiamo le nostre borracce. Ci e’ stato detto che questo posto e’ stato soprannominato “Giardino degli Dei”: ne restiamo semplicemente incantati. Cartina alla mano, troviamo le tracce del sentiero che ci condurrà alla “Piana di S.Francesco”, da qui attraverseremo fitti boschi con alberi di grosso fusto (faggi, querce, pini) prima di arrivare all’abitato di Casa del Conte e quindi all’Agriturismo “La Garavina”. Rocco (altra guida del parco, gestore dell’agriturismo) ci da’ il benvenuto offrendoci dei tipici taralli e del buon vino rosso.
Tappa 4
Casa del Conte - Rifugio Segheria – sentiero sotto La Falconara – Santuario S.Anna – Serra Scorsilio – S.Lorenzo Bellizzi – Santuario S.Maria delle Armi
52km / dislivello 1355m / 50% sterrato
Altra tappa in solitudine: per ore e ore percorriamo sterrati, verificando spesso il punto sulle cartine per non rischiare di perderci. Trascorriamo la notte nel romitorio del Santuario di S.ta Maria delle Armi, completamente isolati da tutto. Dall’aia dall’agriturismo vediamo la grande Porta del Pollino. A colazione, assaggiamo tutti tipi di marmellata presenti sul tavolo, recanti una curiosa etichetta ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale). Lasciato il paese, dopo poco siamo in un territorio completamente disabitato e senza incrociare anima viva, continuiamo a pedalare lungo i sentieri facendo diverse soste per mangiare dolcissime prugne selvatiche e frutti di bosco, nonché per verificare il punto sulla cartina al fine di non rischiare di sbagliare strada (non esiste segnaletica e le poche indicazioni presenti non sono affidabili, poiché spesso sono state manipolate forse da chi e’ contro l’esistenza del parco). Passiamo sotto la spettacolare parete a picco della Falconara e solo dopo qualche sopralluogo individuiamo con certezza il sentiero per il santuario di S.Anna: passeggiata alla grotta dell’eremita con vista sulle sottostanti gole del Raganello. Tornati sul sentiero originario, puntiamo dritti verso “Serra Scorsilio” con meta il paese di S.Lorenzo Bellizzi: alcune bici lamentano qualche problema tecnico (peraltro sempre risolto in maniera egregia) causato e dal terreno molto sconnesso e dalla qualità non eccelsa del mezzo meccanico. Da S.Lorenzo, la strada per arrivare al Santuario di S.ta Maria delle Armi é tutta asfaltata e non offre motivi di preoccupazione, comparata al tratto che si è fatto finora. Il romitorio annesso al santuario, ricavato nella montagna a dominare la sottostante Piana di Sibari con vista sullo Ionio, ha come punto di forza la bellezza del luogo, l’economia della sistemazione, l’estrema tranquillità del posto; per contro, però, poiché l’agriturismo lì vicino é chiuso, per sfamarsi occorre fare non meno di sette km ! E’ un problema logistico di non poco conto, considerato che la bici é il nostro unico mezzo di locomozione. Passeggiata, autostop e cena alla Locanda Sellaro, posta a ben 6.5 km di distanza dal nostro piacevole romitorio !
Tappa 5
Santuario S.Maria delle Armi – S.Lorenzo Bellizzi – gole alte del fiume Raganello – S.Lorenzo Bellizzi - Santuario S.Maria delle Armi - Terme Grotta delle Ninfe – Piana di Cerchiara
50km / dislivello 1050m / sterrato 20%
Tappa molto movimentata: gole del fiume Raganello, superbi sentieri anche tecnici, tonificante bagno e fanghi, arrivo col buio e pernottamento in agriturismo (recuperato in extremis a sera già inoltrata, per non andare in un ordinario hotel sul mare). Visita del santuario e puntata (senza i bagagli) al paese di S.Lorenzo (12 km), per fare colazione e per vedere le gole alte del fiume Raganello. Tornati al santuario, carichiamo le bici dei nostri zaini ed imbocchiamo il sentiero sottostante che dai 1000 metri di altitudine ci farà scendere ai 260 della grotta sulfurea coi fanghi. Il sentiero alterna tratti pedalabilissimi a single trek, a passaggi molto tecnici e tratti a spinta; di tanto in tanto, e’ anche necessario superare alcune barriere spinate rimuovibili, da individuare con attenzione e riposizionare una volta oltrepassate. Sono ben oltre le cinque del pomeriggio, quando giungiamo alle terme: entriamo con le nostre biciclette e, senza perdere tempo, ci mettiamo in costume per buttarci nella piscina. L’acqua è ad una temperatura piacevolissima: all’interno della grotta, l’acqua sorgiva sulfurea è a 30^C. Siamo fuori stagione, per cui non c’e’ alcun altro cliente, in altre parole, abbiamo tutta la struttura per noi ... ci copriamo di fango, ci mettiamo sotto le corroboranti cascate, nuotiamo in piscina, ... Dobbiamo ancora trovare il posto per dormire, per cui dobbiamo risalire in bici e puntare verso l’agriturismo “Antico Frantoio”. Sono già calate le prime ombre della sera, quando la signora dell’agriturismo (situato in mezzo alla campagna) ci dice che non può ospitarci ne’ per dormire ne’ per mangiare. Scendendo ancora verso il mare chiediamo informazioni e riusciamo a contattare l’agriturismo “Piana”. In rigorosa fila indiana e con tutte le luci a disposizione accese, ci avviamo verso il posto che ci e’ stato indicato, inoltrandoci in aperta campagna. Solo alle 20.40 (notte fonda) abbiamo la certezza di dormire sotto un tetto sicuro ! Lasciamo le bici ed andiamo al ristorante “La Campagnola” di Piana di Cerchiara, distante un paio di km circa. Tra una portata e l’altra, la ristoratrice ci chiede se siamo stati alle terme: evidentemente l’odore di zolfo e’ ancora piuttosto forte !
Tappa 6
Piana di Cerchiara – Villapiana scalo – Civita – Morano Calabro
62km / dislivello 1300m / 100% asfalto
Bagno nel Mar Ionio, visita di uno dei più importanti centri della comunità albanese (Civita) e sosta in uno dei più bei borghi d’Italia (Morano Calabro). Pernottiamo nel più lussuoso agriturismo del giro. Durante la notte piove a dirotto, ma al nostro risveglio la giornata è, fortunatamente, solo molto coperta. Siamo circondati da tralci d’uva rossa e bianca, da alberi di fichi ed altra frutta: la giornata inizia bene. Dopo aver salutato i padroni della struttura agrituristica, andiamo verso il mare col dichiarato intento di fare il bagno nella sponda ionica, indipendentemente dalle condizioni meteo. Ai “Bagni lido Tiziana” di Villapiana scalo piove forte, ma le bici sono al coperto e noi siamo già in acqua, pronti per iniziare ufficialmente il ritorno verso la sponda tirrena. Sotto un cielo molto minaccioso, proteggiamo gli zaini coi sacchetti di plastica e riprendiamo a pedalare in direzione Civita, denominata Cifti (aquila) dagli appartenenti alla fiera comunità albanese presente in questa bella cittadina sin dalla sua fondazione, avvenuta intorno alla metà del 1400. Visitiamo il museo etnico albanese ed andiamo a vedere i lavori di ricostruzione dell’antico Ponte del Diavolo posto all’imbocco delle gole del fiume Raganello, crollato, si dice, per il passaggio di un jet supersonico. La strada che passa per Castrovillari non è per nulla bella, mentre eccezionale e’ il colpo d’occhio su Morano Calabro, uno dei più bei borghi d’Italia. A dominare il paese c’e’ il castello normanno da cui si gode una stupenda vista panoramica sul paese e sulla vallata sottostante. A circa 5 km dal paese c’é il nostro agriturismo “La Locanda del Parco”, ove giungiamo (anche oggi) col buio inoltrato.
Tappa 7
Morano Calabro – Valico Campotenese – Orsomarso – Riserva naturale fiume Argentino - Scalea
72km / dislivello 1150m / 20% sterrato
Lunga e tranquilla pedalata che ci porta a chiudere il giro sul litorale tirrenico, da cui eravamo partiti una settimana prima: bagno in mare. Lasciamo l’agriturismo che ci ha ospitato per la notte, in una giornata molto a rischio pioggia. Lunga salita per arrivare al Valico Campotenese. Tagliamo per strade secondarie puntando verso l’Orsomarso, non incrociando praticamente alcun mezzo meccanico. Puntando lo sguardo a nord, individuiamo in quota il percorso compiuto una settimana prima per arrivare al Rifugio De Gasperi. La Riserva Naturale Orientata Valle Fiume Argentino e’ segnalata dalla presenza di diversi cartelli indicatori: abbiamo parecchio tempo a disposizione, per cui decidiamo di risalire il fiume percorrendo il sentiero che lo costeggia per 6 km abbondanti, prima di arrivare al rifugio, da cui il sentiero non e’ più praticabile per le biciclette. La distanza che ci separa dall’agriturismo di Scalea, ove avevamo lasciato le nostre autovetture, non e’ ormai elevata: in poco tempo, carichiamo le nostre bici sulle auto ed andiamo in spiaggia per concludere il nostro giro con un bel tuffo nel mar tirreno.